Le praterie mellifere fortificano le api

Un progetto di ricerca della Scuola Superiore di scienze agronomiche, forestali e alimentari (HAFL) l’ha dimostrato : le praterie mellifere forniscono alle api forze essenziali.

Le api stanno male. Il rapporto del PNUE ha formulato le cause principali di questo fenomeno. La ricerca si orienta oggi prima di tutto verso le possibilità di una lotta diretta contro la varroa.

Da fine maggio a ottobre, polline e nettare sono permanentemente a disposizione delle api grazie alla prateria mellifera.

Le praterie mellifere colmano i vuoti

Con la prateria mellifera si persegue un altro obiettivo. Dopo la fioritura del colza e degli alberi da frutto in primavera, segue un « vuoto alimentare » che è chiamato « buco mellifluo” e che dura finchè la foresta comincia a “miellare”. Si estende generalmente da metà maggio a fine luglio. Durante questo periodo, le api trovano poco polline e nettare, il che provoca uno stress alimentare che le indebolisce. Questo indebolimento generale rende a sua volta le api più vulnerabili alla varroa e ad altre malattie. E’ qui che interviene la prateria mellifera. La miscela di piante che offrono molto polline e/o nettare mira a colmare questo “buco mellifluo”.

Affinché le api trovino sempre buoni fiori da bottinare

La miscela è seminata tra fine aprile e inizio maggio e comincia a fiorire a fine maggio. E’ il grano saraceno che fiorisce per primo, seguito dalla facelia, dal fiordaliso e dal papavero e poi da cinque speci di leguminose. Ciò fornisce un apporto continuo di polline e nettare, approssimativamente fino alla fine di agosto. In autunno, le piante sfiorite della prateria mellifera sono sotterrate e al loro posto si semina la cultura seguente (per esempio dei cereali). Lo scopo è che in avvenire siano create molte piccole colture mellifere disperse nelle zone agricole ma possibilmente anche nei giardini familiali.

Queste piantine portano i loro frutti

I lavori di ricerca che sono durati tre anni hanno dimostrato che la miscela cresce bene e che il principio di turno nelle fioriture funziona bene.

Le api e gli altri insetti alla ricerca di nettare vengono volentieri nelle praterie mellifere. Si sono potute contare più api mellifere che in altri ecosistemi. La prateria mellifera è pure interessante per le non specializzate api selvatiche, così come per altri insetti molto utili sul piano agricolo, come per esempio le sirfidi.

Hans Ramseier, docente delle discipline : protezione dei vegetali e equilibrio ecologico

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Bibliografia e corso di apicoltura biologica

Der Mensch und die Bienen
(« L’uomo e le api »),
Michael Weiler, Verlag Lebendige Erde, Darmstadt, 2000.

Die Welt der Bienen (« Il mondo delle api »),
conferenze di Rudolf Steiner pubblicate e commentate  da Martin Dettli, Rudolf Steiner Verlag, Dornach, 2010.

Imkerbuch (« Il libro dell’apicoltore »),
Matthias Lehnherr, Aristaios-Verlag, Basel, 2008.


Corso di apicoltura biologica,
Impuls Bienenvolk, sei sabati da marzo a settembre 2014
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